Raffaello Sanzio, "La scuola di Atene". Tema: la facoltà dell'anima di conoscere il vero.
Visualizzazione post con etichetta resistenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta resistenza. Mostra tutti i post

giovedì 10 giugno 2010

LO STRUSCIO

L'ennesima legge vergogna di questo governo, un' Italia alla deriva democratica. Il processo di trasformazione in un regime del televoto si è completato? Leggiamo cosa ne pensa Umberto Eco in questo illuminante articolo.

NOI CONTRO LA LEGGE
di Umberto Eco

Le norme sulle intercettazioni. Il controllo dei tg della tv pubblica. E prima il lodo Alfano, i tagli alla scuola... Berlusconi trasforma le istituzioni un passo dopo l'altro, con lentezza. Perché i cittadini assorbano i cambiamenti come naturali. Così al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato




È nota la definizione della democrazia come sistema pieno di difetti ma di cui non si è ancora trovato nulla di meglio. Da questa ragionevole assunzione discende, per la maggior parte della gente, la convinzione errata che la democrazia (il migliore o il meno peggio dei sistemi di governo) sia quello per cui la maggioranza ha sempre ragione. Nulla di più falso. La democrazia è il sistema per cui, visto che è difficile definire in termini qualitativi chi abbia più ragione degli altri, si ricorre a un sistema bassamente quantitativo, ma oggettivamente controllabile: in democrazia governa chi prende più consensi. E se qualcuno ritiene che la maggioranza abbia torto, peggio per lui: se ha accettato i principi democratici deve accettare che governi una maggioranza che si sbaglia.

Una delle funzioni delle opposizioni è quella di dimostrare alla maggioranza che si era sbagliata. E se non ce la fa? Allora abbiamo, oltre a una cattiva maggioranza, anche una cattiva opposizione. Quante volte la maggioranza può sbagliarsi? Per millenni la maggioranza degli uomini ha creduto che il sole girasse intorno alla terra (e, considerando le vaste aree poco alfabetizzate del mondo, e il fatto che sondaggi fatti nei paesi più avanzati hanno dimostrato che moltissimi occidentali ancora credono che il sole giri) ecco un bel caso in cui la maggioranza non solo si è sbagliata ma si sbaglia ancora. Le maggioranze si sono sbagliate a ritenere Beethoven inascoltabile o Picasso inguardabile, la maggioranza a Gerusalemme si è sbagliata a preferire Barabba a Gesù, la maggioranza degli americani sbaglia a credere che due uova con pancetta tutte le mattine e una bella bistecca a pasto siano garanzie di buona salute, la maggioranza si sbagliava a preferire gli orsi a Terenzio e (forse) si sbaglia ancora a preferire "La pupa e il secchione" a Sofocle. Per secoli la maggioranza della gente ha ritenuto che esistessero le streghe e che fosse giusto bruciarle, nel Seicento la maggioranza dei milanesi credeva che la peste fosse provocata dagli untori, l'enorme maggioranza degli occidentali, compreso Voltaire, riteneva legittima e naturale la schiavitù, la maggioranza degli europei credeva che fosse nobile e sacrosanto colonizzare l'Africa.


In politica Hitler non è andato al potere per un colpo di Stato ma è stato eletto dalla maggioranza, Mussolini ha instaurato la dittatura dopo l'assassinio di Matteotti ma prima godeva di una maggioranza parlamentare, anche se disprezzava quell'aula «sorda e grigia». Sarebbe ingiusto giocare di paradossi e dire dunque che la maggioranza è quella che sbaglia sempre, ma è certo che non sempre ha ragione. In politica l'appello alla volontà popolare ha soltanto valore legale ("Ho diritto a governare perché ho ricevuto più voti") ma non permette che da questo dato quantitativo si traggano conseguenze teoriche ed etiche ("Ho la maggioranza dei consensi e dunque sono il migliore").

In certe aree della Sicilia e della Campania i mafiosi e i camorristi hanno la maggioranza dei consensi ma sarebbe difficile concluderne che siano pertanto i migliori rappresentati di quelle nobilissime popolazioni. Recentemente leggevo un giornalista governativo (ma non era il solo ad usare quell'argomento) che, nell'ironizzare sul caso Santoro (bersaglio ormai felicemente bipartisan), diceva che costui aveva la curiosa persuasione che la maggioranza degli italiani si fosse piegata di buon grado a essere sodomizzata da Berlusconi. Ora non credo che Berlusconi abbia mai sodomizzato qualcuno, ma è certo che una consistente quantità di italiani consente con lui senza accorgersi che il loro beniamino sta lentamente erodendo le loro libertà. Erodere le libertà di un paese significa di solito mettere in atto un colpo di Stato e instaurare violentemente una dittatura. Se questo avviene, gli elettori se ne accorgono e, se pure non hanno la forza di zione di colpo di Stato che è con lui cambiata. Al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato. All'idea di una trasformazione delle strutture dello Stato attraverso l'azione violenta il genio di Berlusconi è stato ed è quello di attuarle con estrema lentezza, passettino per passettino, in modo estremamente lubrificato.

Pensate alla inutile violenza con cui il fascismo, per fare tacere la voce scomoda di Matteotti, ha dovuto farlo ammazzare. Cose da medioevo. Non sarebbe bastato pagargli una buona uscita megagalattica (e tra l'altro non con i soldi del governo ma con quelli dei cittadini che pagano il canone)? Mussolini era davvero uomo rozzissimo. Quando una trasformazione delle istituzioni del Paese avviene passo per passo, e cioè per dosi omeopatiche, è difficile dire che ciascuna, presa di per sé, prefiguri una dittatura - e infatti quando qualche cassandra lo fa viene sbertucciata. Il fatto è che per un nuovo populismo mediatico la stessa dittatura è un sistema antiquato che non serve a nulla. Si possono modificare le strutture dello Stato a proprio piacere e secondo il proprio interesse senza instaurare alcuna dittatura.

Si può dire che il lodo Alfano prefiguri una tirannia? Sciocchezze. E calmierare le intercettazioni attenta davvero alla libertà d'informazione? Ma suvvia, se qualcuno ha delitto lo sapranno tutti a giudizio avvenuto, e l'evitare di parlare in anticipo di delitti solo presunti rispetta se mai la privatezza di ciascuno di noi. Vi piacerebbe che andasse sui giornali la vostra conversazione con l'amante, così che lo venisse a sapere la vostra signora? No, certo. E se il prezzo da pagare è che non venga intercettata la conversazione di un potente corrotto o di un mafioso in servizio permanente effettivo, ebbene, la nostra privatezza avrà bene un prezzo. Vi pare nazifascismo ridurre i fondi per la scuola pubblica? Ma dobbiamo risparmiare tutti, e bisogna pur dare l'esempio a cominciare dalle spese collettive. E se questo consegna il paese alle scuole private? Non sarà la fine del mondo, ce ne sono delle buonissime. È stalinismo rendere inguardabili i telegiornali delle reti pubbliche? No, se mai le vecchie dittature facevano di tutto per rendere la radio affettuosissima. Ma se questo va a favore delle reti private? Beh, vi risulta che Stalin abbia mai favorito le televisioni private?

Ecco, la funzione dei colpi di Stato striscianti è che le modificazioni costituzionali non vengono quasi percepite, o sono avvertite come irrilevanti. E quando la loro somma avrà prodotto non la seconda ma la terza Repubblica, sarà troppo tardi. Non perché non si potrebbe tornare indietro, ma perché la maggioranza avrà assorbito i cambiamenti come naturali e si sarà, per così dire, mitridatizzata. Un nuovo Malaparte potrebbe scrivere un trattato superbo su questa nuova tecnica dello struscio di Stato. Anche perché di fronte a essa ogni protesta e ogni denuncia perde valore provocatorio e sembra che chi si lamenta dia corpo alle ombre.

Pessimismo globale, dunque? No, fiducia nell'azione benigna del tempo e della sua erosione continua. Una trasformazione delle istituzioni che procede a piccoli passi può non avere tempo per compiersi del tutto, a metà strada possono avvenire smandrappamenti, stanchezze, cadute di tensione, incidenti di percorso. È un poco come la barzelletta sulla differenza tra inferno tedesco e inferno italiano. In entrambi bagno nella benzina bollente al mattino, sedia elettrica a mezzogiorno, squartamento a sera. Salvo che nell'inferno italiano un giorno la benzina non arriva, un altro la centrale elettrica è in sciopero, un altro ancora il boia si è dato malato… Tagliare la testa al re o occupare il Palazzo d'Inverno è cosa che si fa in cinque minuti. Avvelenare qualcuno con piccole dosi d'arsenico nella minestra prende molto tempo, e nel frattempo chissà, vedrà chi vivrà. Per il momento, resistere, resistere, resistere.

F. F.

lunedì 10 maggio 2010

CRONACHE DALLO STIVALE del 10.05.2010



Certo che nella nostra cara “repubblica delle banane” ne succedono di cose bizzarre. In particolare nelle ultime settimane trovo ne siano accadute parecchie.

Da un po' di tempo (la “botta” finale è arrivata dopo lo svolgimento della Direzione Nazionale del Pdl) l'ex Missino Gianfranco Fini pare essere diventato il nuovo idolo della sinistra. Conflitto di interesse, sensibilità verso gli immigrati, no a leggi ad personam e addirittura difesa dei magistrati che “fanno il loro lavoro” e “non congiurano contro il governo”, il cofondatore del partito dell'Amore da quando è presidente della Camera sembra aver scoperto improvvisamente e tutto in una volta un immenso senso istituzionale, direi quasi un impeccabile rispetto delle regole e della Costituzione. Ovviamente tutto ciò non può che stridere con i progetti del Gran Visir e della sua corte, impegnati come sono nel tentativo di violare tutti gli articoli possibili e immaginabili della vecchia carta scritta dai nostri padri. Chissà cosa si aspettava, al momento della “comica finale”, dalla creazione di un partito assieme al Banana?; di rispettare la Costituzione? di avere la possibilità di dire la sua? Di non dover leccare i piedi al padrone? di poter pensare al bene del paese e non solo alle solite leggi ad personam? E chissà quali diritti volesse rivendicare per gli immigrati alleandosi con la Lega e associando il proprio nome a quello di Bossi nella famosa legge? Ora per coerenza mi aspetto che Fini inizi a farsi le cannette (vedi legge Fini-Giovanardi)...

Ma d'altronde l'ingenuità è una caratteristica rinomata dei love men. Così alle volte può capitare che vai cercando uno stalliere ma ti ritrovi in casa un capo mafia, o che credi di aver fatto colpo su delle belle ragazze grazie al tuo fascino ma poi realizzi che sei solo l'utilizzatore finale di un mega giro di prostituzione, o che assegni degli appalti milionari a degli imprenditori e poi scopri che proprio questi stessi imprenditori sono implicati in un giro di corruzione a dir poco gelatinoso, e nella peggiore delle ipotesi può capitare che pensi di aver fatto un affare straordinario comprando un appartamento nel centro di Roma con vista colosseo per pochi euro, e poi acclari che in realtà il prezzo intero è stato coperto dall'imprenditore più gelatinoso che ci sia. Che persone fantastiche questi paladini dell'amore e della purezza! sempre con la testa fra le nuvole...



Intanto la Lega fa sapere che snobberà le celebrazioni per l'Unità d'Italia e tramite il porcellum Calderoli aggiunge che “ la celebrazione ha poco senso” (avrà senso Calderoli!). Già qualche giorno prima "the trout, la trota" Renzo Bossi, il Salmonide più ignorante d'Europa, aveva gettato nello sgomento l'Italia intera dichiarando che non avrebbe fatto il tifo per gli azzurri ai prossimi mondiali. Tutto ciò è davvero bizzarro, non tanto per la portata delle dichiarazioni ma quanto per il fatto che questi personaggi infestino ancora il nostro parlamento dopo aver giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, anziché trovarsi nel loro habitat naturale: rinchiusi in un manicomio o in mezzo alla jungla, o meglio ancora rinchiusi in un manicomio nel mezzo di una jungla.

A sinistra invece è accaduto qualcosa di impronosticabile, quasi miracoloso: il segretario del Pd Bersani, ospite ad Annozero, non solo ha ritrovato il dono della parola, dopo che l'ultima volta l'aveva utilizzato per dire che quella delle regionali non poteva definirla una sconfitta, ma ha addirittura alzato la voce e detto cose importanti. Mina direbbe: “parole, parole, parole”, per il momento ci sono quelle e una mozione di sfiducia per Scajola non firmata.

Bè meno male che in Italia "c'è fin troppa libertà di stampa”. Ce n'è talmente tanta che la Freedom House, il maggior istituto di ricerca per la compilazione dei rapporti sul livello delle libertà democratiche nel mondo e Reportes sans frontieres, organizzazione internazionale per la difesa della libertà di stampa, ci piazzano, unici dei paesi occidentali, tra i paesi semi-liberi sottolineando come “I giornalisti in Italia affrontano quotidianamente la peggiore condizione lavorativa di tutta l’Unione Europea". E c'è talmente tanta libertà che infatti questa notizia, che avrebbe perlomeno suscitato un acceso dibattito in qualsiasi paese dell'universo, è stata prontamente censurata da tutti i telegiornali e dalla maggior parte dei giornali.

Ho detto in qualsiasi paese ma non nella simpatica "repubblica delle banane".

Fabrizio Fusco

domenica 25 aprile 2010

BELLA CIAO!

Il 25 aprile in Italia è la Festa della Liberazione, si ricorda cioè l'anniversario della liberazione dal nazifascismo.
Durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), dopo il 1943, l'Italia si ritrovò divisa in due: al nord Benito Mussolini e i Fascisti avevano costituito la Repubblica Sociale Italiana, vicina ai tedeschi e al Nazismo di Hitler, mentre al sud si formò in opposizione il governo Badoglio, in collaborazione con gli Alleati americani e inglesi.
Per combattere il dominio nazifascista si era organizzata la Resistenza, formata dai Partigiani. Questi erano uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, diverse idee politiche e religiose, ma che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia e il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.
Il 25 aprile 1945 i Partigiani, supportati dagli Alleati, entrarono vittoriosi nelle principali città italiane, mettendo fine al tragico periodo di lutti e rovine e dando così il via al processo di liberazione dell'Italia dall'oppressione fascista.
Qualche anno dopo, dalle idee di democrazia e libertà, è nata la Costituzione Italiana, quella stessa Costituzione che oggi viene continuamente umiliata da chi vuole piegarla ai suoi interessi personali e usarla per rafforzare il proprio potere, dimentico di coloro che diedero la vita per essa.
Per questo, seppur in maniera assai diversa, oggi come allora è tempo di RESISTENZA.

Fabrizio Fusco

(Breve documentario di History Channel sulla storia dei partigiani)



(Mitico canto popolare associato alla lotta partigiana di Resisitenza: Bella ciao)